SPID: gli Stati membri favorevoli al regolamento eIDAS

Si è conclusa lo scorso 11 luglio la fase di analisi e di confronto, da parte degli Stati membri dell’Unione europea, dell’attuazione del regolamento comunitario eIDAS.

Il regolamento permetterebbe all’Italia l’utilizzo del riconoscimento dell’identità digitale, SPID, (Sistema Pubblico di Identità Digitale) come modalità di accesso a tutti i servizi delle Pubbliche Amministrazioni degli Stati.

La prima fase di “peer reviewing” ha ricevuto il parere favorevole da tutti gli Stati membri durante il Cooperation Network Meeting, svolto presso la sede della Dg Connect (Direzione Generale delle reti di comunicazione, contenuti e tecnologie) della Commissione europea.

Lo SPID e il regolamento eIDAS

Il regolamento eIDAS prevede l’istituzione di una normativa comune che regoli le interazioni elettroniche, rendendole sicure, tra cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni.

Il regolamento prevede infatti:

  1.  La delibera di norme comunitarie circa l’utilizzo di transazioni elettroniche;
  2. L’istituzione di un quadro giuridico per tutti i servizi elettronici, quali: documenti elettronici, firme digitali, sigilli elettronici, certificati di autenticazione di siti web, etc;
  3.  Le condizioni di riconoscimento dei mezzi di identificazione delle persone fisiche e giuridiche tra gli Stati membri.

Il regolamento eIDAS, stilato per aumentare la sicurezza dei servizi elettronici e le transazioni di e-business nell’Unione europea, prevede la piena interconnessione tra gli Stati di particolari firme digitali e marche temporali.

L’articolo 25, comma 3 del regolamento stabilisce che:

“Una firma elettronica qualificata basata su un certificato qualificato rilasciato in uno Stato membro è riconosciuta quale firma elettronica qualificata in tutti gli altri Stati membri”.

I prossimi passi del regolamento

Quello che accadrà nelle prossime settimane è una proposta di documento di notifica da parte dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) al Ministro per la Pubblica Amministrazione. Questo sarà poi inviato alla Commissione Europea per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione.

Il passaggio finale invece, sancirà il punto di inizio per la fase di adeguamento dei sistemi di tutti gli Stati dell’Unione per l’accesso tramite SPID ai propri servizi digitali.

 

Scritto da:

Marco Berardi | Competence Center Manager e-Government

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